Dover

Nelle fasi iniziali della malattia, il dolore è prevalentemente concentrato durante la mestruazione ed ha la caratteristica di presentarsi in modo ciclico e di peggiorare lentamente nell’arco dei mesi e degli anni (dolore ciclico e ingravescente), si parla di dolore pelvico cronico quando questo si presenta per più di 6 mesi consecutivi. Si manifesta soprattutto come una mestruazione dolorosa (dismenorrea) che tende a peggiorare prima e durante le mestruazioni ma può verificarsi anche durante l’ovulazione (dolore peri-ovulatorio). Il dolore si può associare anche ad irregolarità mestruali, come cicli abbondanti e perdite ematiche premestruali. Quando l’Endometriosi comincia ad interessare i tessuti esterni all’utero (legamenti) può comparire un dolore durante i rapporti sessuali (dispareunia), prevalentemente alla penetrazione profonda e in determinate posizioni (dispareunia profonda posizionale), rendendo i rapporti sessuali costantemente dolorosi. Se l’Endometriosi coinvolge organi come vescica o intestino, può comparire dolore durante la minzione o l’evacuazione (disuria e dischezia), sintomatologia che presenta sempre un andamento ciclico e che si accentua durante la mestruazione; la causa del dolore è il sanguinamento dei focolai di Endometriosi presenti in questi organi che generano infiammazione cronica con conseguente attivazione dei recettori per il dolore (nocicettori).

 

 

L’Endometriosi si associa ad infertilità nel 30-50%   dei casi anche se le ragioni non sono sempre del   tutto chiare. Negli stadi avanzati, le principali cause   sono le aderenze, in particolare quando coinvolgono   le tube, occludendole, o quando determinano un   completo sovvertimento dell’anatomia pelvica. Negli  stadi precoci, le cause sembrerebbero invece  maggiormente legate allo stato infiammatorio  cronico che caratterizza la malattia e alla ridotta  quantità e qualità degli ovociti, in particolare nei   casi  di Endometriosi ovarica. Esiste tuttavia una percentuale di donne affette da  Endometriosi, dal 20 al 25%, che risulta del tutto asintomatica anche in presenza di un quadro clinico di Endometriosi diffusa con coinvolgimento multiorgano, dal momento che non vi è sempre una corrispondenza lineare tra stadio della malattia ed intensità dei sintomi.  Le manifestazioni cliniche dell’Endometriosi possono anche variare a seconda della donna: nelle adolescenti spesso è più presente la dismenorrea, associata a sintomi quali cefalea, stanchezza e manifestazioni neurovegetative (sudore, nausea, svenimento). Dispareunia e dolore pelvico cronico (non più ciclico, ma costante) sono più tipici della donna adulta, nella quale si riscontrano anche stati di ansia e depressione, legati spesso al fallito riconoscimento della patologia e alla conseguente mancata presa in carico. Si stima infatti un ritardo diagnostico medio dai 4,4 ai 6,7 anni, principalmente dovuto, nonostante i sintomi riferiti dalle donne, ad una sottostima e sottovalutazione iniziale del problema o all’esecuzione di esami medici inconcludenti o non specifici prima di arrivare all’invio, da parte del medico generale (MMG), allo specialista ginecologo e infine ad un centro di riferimento che, con l’esperienza e le tecniche diagnostiche più appropriate, pone finalmente diagnosi di malattia e si occupa della presa in carico della donna. 

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